Primus, pioniera della danza africana negli USA

Pearl Eileen Primus è stata una ballerina, coreografa e antropologa statunitense di origini caraibiche che ha svolto un ruolo importante nella presentazione della danza africana al pubblico americano.

Il suo obiettivo era quello di promuovere la danza africana come una forma d’arte degna di essere rappresentata, spogliandola dagli stereotipi legati alla mancanza di conoscenza del modo di vivere africano.

Primus soggiornò in Africa occidentale per ben 18 mesi. Qui ebbe la possibilità di acquisire conoscenze che nessuno possedeva all’epoca e che avrebbero successivamente arricchito il bagaglio teatrale americano. Gli artisti di danza africana in America appresero da lei come rendere le danze indigene accettabili per il mondo occidentale.

Il suo obiettivo era comunicare emozioni profonde attraverso il movimento, unendo l’espressione artistica alla comprensione interculturale.

Una delle esibizioni più celebri, che dimostrano il suo impegno sociale, fu Strange Fruit nel 1945.

 

 

Strange Fruit (Strano frutto) è una delle canzoni più potenti e commoventi del XX secolo. Fu originariamente scritta nel 1937 come poesia, sotto il titolo Bitter Fruit (Frutto amaro), da Abel Meeropol, un insegnante americano, il quale rimase talmente scioccato alla vista di una fotografia che ritraeva il linciaggio di due uomini afroamericani (Thomas Shipp e Abram Smith, nel 1930) che sentì il bisogno di esprimere la sua repulsione attraverso un componimento.

La metafora del “frutto strano” si riferisce ai corpi degli uomini linciati appesi agli alberi, un’immagine agghiacciante…

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Nel 1939, Billie Holiday incise la canzone, e la sua interpretazione appassionata e carica di emozioni fece sì che “Strange Fruit” guadagnasse rapidamente una notevole visibilità. L’arrangiamento musicale di Lewis Allan (pseudonimo di Meeropol) e la voce straziante di Holiday trasformarono la canzone in un inno contro il razzismo e l’ingiustizia.

La pubblicazione e la diffusione di “Strange Fruit” furono inizialmente ostacolate dalla controversia che circondava il suo contenuto esplicito e provocatorio. Tuttavia, l’importanza del brano nella lotta per i diritti civili negli anni a venire ha contribuito a far sì che diventasse un simbolo della resistenza e della voce degli oppressi.

 

Gli alberi del sud danno uno strano frutto,
sangue sulle foglie e sangue sulle radici,
un corpo nero dondola nella brezza del sud,
strano frutto appeso agli alberi di pioppo.