Insulti razzisti a un militare italiano: “Sto marocchino di m…, hai rubato il posto a un italiano”



Karim Akalay Bensellam è un militare italiano che serve la Patria nel corpo degli Alpini.

Arruolatosi per passione, e ispirato dal nonno finanziere alpino, la sua carriera ha avuto inizio a 15 anni con la formazione presso la Scuola militare Nunziatella.

Tenente a due stelle, poi capitano al comando di 120 uomini, varie missioni all’estero (soprattutto in Afghanistan), ora indossa il grado di Maggiore nella città di Aosta.

Nato da madre italiana e padre di origini marocchine (ed educato alla religione cattolica), a un certo punto l’ufficiale Bensellam ha dovuto fare i conti con il “peso” del suo cognome.

Il sergente maggiore del 7° reggimento Alpini, Carmelo Lo Manto, parlava di Bensellam con questi toni:

Sto marocchino di m…., non è degno di stare nell’esercito italiano.

Ha rubato il posto a un italiano.

I fatti, avvenuti tra il 2014 e il 2017, sono stati confermati da colleghi testimoni, che sentivano Lo Manto proferire senza remore queste frasi razziste perfino durante la cerimonia solenne dell’alzabandiera.

A causa di queste parole ingiuriose, l’uomo è finito sotto processo ed è stato condannato a un anno e tre mesi di carcere dalla Corte Militare di Appello di Roma, che ha confermato la pena inflitta dal Tribunale Militare di Verona e quantificato anche le spese legali e il risarcimento per danni nei confronti di Bensellam.

Il suo avvocato difensore ha commentato:

Soddisfazione per la giusta conclusione di una dolorosa pagina personale e familiare.

L’importanza di una pronuncia che costituisce una pietra miliare del principio di non discriminazione all’interno delle Forze Armate.