8 marzo, in tribunale per l’omicidio di George Floyd: il video che “influenza la giuria popolare” risolve tutto il caso



Solo un membro della famiglia di George Floyd sarà autorizzato a partecipare al suo processo nell’aula del tribunale di Minneapolis a causa delle restrizioni antiCovid.

La stessa decisione si applica alla famiglia di Derek Chauvin, l’ex ufficiale di polizia accusato di omicidio di secondo grado e omicidio colposo di secondo grado.

Agli altri membri familiari sarà concesso presenziare al processo a rotazione.

Gli avvocati della famiglia Floyd, Benjamin Crump e Antonio Romanucci, hanno espresso la propria delusione in merito a questa decisione del magistrato.

È stato un anno profondamente doloroso per ogni membro della famiglia Floyd.

Ci tenevano a essere in aula per assistere a questo processo.

Pur comprendendo le ragioni del giudice per limitare la presenza in aula, la famiglia è comprensibilmente delusa da questa sentenza.

La famiglia attende con impazienza l’inizio del processo come una tappa fondamentale del percorso verso la giustizia e un passo verso la chiusura in questo oscuro capitolo della loro vita.

Si tratta di uno dei processi penali più attesi degli ultimi anni, che avrà inizio l’8 marzo e sarà trasmesso in diretta per coloro che non potranno partecipare.

Chauvin, che si è dichiarato non colpevole, è accusato di aver soffocato Floyd schiacciandogli il collo con un ginocchio per quasi nove minuti, mentre Floyd ripeteva che non riusciva a respirare. (Leggi qui).

Il video degli ultimi momenti di Floyd ha scatenato rivolte e proteste a Minneapolis e in tutto il mondo contro la condotta razzista della polizia nei confronti degli afroamericani.

Una precedente accusa di omicidio di terzo grado nei confronti di Chauvin è stata ritirata dal giudice, stabilendo che non poteva essere applicata a questa situazione.

Lo scorso lunedì, invece, i pubblici ministeri hanno chiesto a una corte d’appello di ripristinare l’accusa. Una sentenza è attesa poco prima dell’inizio del processo.

La decisione sulla presenza in aula è solo uno dei tanti modi in cui la pandemia ha cambiato le dinamiche anche all’interno dei tribunali.

Il giudice ha deciso di separare il processo di Chauvin da quello degli altri tre ex agenti, affermando l’impossibilità di riunire quattro imputati all’interno dell’aula.

Thomas Lane, J. Alexander Kueng e Tou Thao, accusati di favoreggiamento in omicidio di 2° grado e di omicidio colposo, si sono dichiarati non colpevoli. Dovrebbero essere processati quest’estate.

Una delle ultime registrazioni delle bodycam degli agenti mostrano il livello di coinvolgimento dei quattro ex agenti nell’omicidio.

I giudici non volevano che il filmato venisse rilasciato, in modo da non influenzare la giuria popolare.

Ma è proprio questo breve estratto del video che, secondo l’avvocato Crump,

risolve tutto il caso.

Nel video si sente l’agente Lane che consiglia al suo superiore Chauvin di girare Floyd su un lato per consentirgli di respirare.

Chauvin, invece, si ostina a tenerlo fermo in quella posizione e il pivellino Lane non fa che acconsentire, eseguendo gli ordini del suo veterano capo:

L’agente Lane prosegue dicendo:

Sono solo preoccupato per l’excited delirium,

cioè una reazione fisica del soggetto coinvolto nella colluttazione con le forze dell’ordine. Lo scontro fisico produce adrenalina, che accelera i battiti cardiaci. Se il soggetto ha assunto droghe, può contemporaneamente verificarsi un aumento di altri neurotrasmettitori come la serotonina. Finito lo sforzo dello scontro fisico, si verifica un calo del potassio plasmatico e si entra in una fase pericolosa nella quale tipicamente si verifica la morte del soggetto.

Ma Chauvin lo rassicura

È per questo che facciamo arrivare l’ambulanza.

Questo filmato, che mostra chiaramente i dettagli dell’accaduto, è stato pubblicato solo mesi dopo l’omicidio di Floyd.

Un giudice aveva espresso la sua preoccupazione in merito al grado di influenza che i dialoghi del video avrebbero potuto esercitare sulla decisione ultima della giuria popolare, secondo quanto riferito da CBC news.