Anche i defunti diventano “riciclabili”

Dal 2021 gli abitanti di Seattle potranno scegliere di compostare il proprio corpo dopo il decesso grazie a un nuovo progetto ecosostenibile, Recompose:

Recompose offre una scelta alternativa alla cremazione e ai metodi di sepoltura convenzionali. Il nostro servizio – la ricomposizione – converte delicatamente i resti umani in terreno, in modo da poter nutrire nuova vita dopo la morte.

Convertendo i resti umani in terreno, riduciamo al minimo gli sprechi, evitiamo l’inquinamento delle acque sotterranee con fluido imbalsamante e preveniamo le emissioni di CO2 da cremazione e dalla produzione di cofanetti, lapidi e fodere gravi” – spiega il sito.

Nella pratica, la salma viene posizionata in una navicella esagonale riempita di trucioli di legno. L’ambiente viene riscaldato in modo tale da permettere ai microbi di smaltire il corpo in trenta giorni e di trasformarlo in terriccio.

A questo punto, i parenti possono ritirare il terreno al prezzo di circa 5.500 dollari e usarlo per piantare fiori e alberi.

Questa tecnica, chiamata riduzione organica naturale, non è ammessa in Italia. Esiste, però, un progetto leggermente diverso e più legato alla spiritualità: si chiama Capsula Mundi.

 

Capsula Mundi è una proposta culturale, un progetto ampio, che propone un diverso approccio al tema della morte. È un contenitore dalla forma arcaica e perfetta, quella dell’uovo, realizzato con un materiale biodegradabile, nel quale viene posto il corpo del defunto in posizione fetale o le ceneri. La Capsula è messa a dimora come un seme nella terra. Sopra di essa viene piantato un albero, scelto in vita dal defunto, che verrà curato da familiari e amici, come un’eredità per i posteri e per il futuro del pianeta. Il cimitero assumerà dunque un nuovo aspetto, non più grigie lapidi di pietra ma alberi vivi a formare un bosco, un “bosco sacro”. Il progetto è al momento in una fase di start-up ma, sostenuti dal grande entusiasmo suscitato da questa idea in tutto il mondo, stiamo lavorando per renderlo una realtà, iniziando con le urne biodegradabili. – spiega il sito.

 

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