Bambino italo-americano di 8 anni in manette

14 Dicembre 2018, FLORIDA. È l’ora di pranzo e una supplente porta la sua classe in mensa. Gli alunni si siedono a tavola, tranne uno che non riesce proprio a star fermo. L’insegnante gli dice un paio di volte di star seduto composto, il bambino non ascolta e la maestra gli chiede di sedersi accanto a lei. Il bambino si rifiuta, allora lei si alza per andare verso il bambino, che inizia a urlare:

Non mettermi le mani addosso, mia mamma ti farà un c**o così.

e poi le dà un pugno al petto. A quel punto la maestra chiama la polizia, che arresta il bambino:

Figliolo, sai dove ti stiamo portando? In prigione.

12.08.2020 La mamma del bambino chiede di riaprire il caso. Viene rilasciato il filmato della bodycam dei tre poliziotti arrivati sul posto in cui si vede che uno degli agenti fa fatica ad ammanettare il bambino:

Le tue mani sono troppe piccole.

Allora gli chiedono di tenere le mani davanti a vista mentre lo accompagnano alla volante, e si sente un altro poliziotto che gli dice:

Capisci che si tratta di una cosa seria, vero? Odio trovarmi in questa posizione in cui mi hai messo. Hai commesso un errore e ora dovrai imparare e crescere, okay? Non farlo mai più.

Nel verbale della polizia è scritto che la scuola ha provato a contattare i genitori del bambino, ma la madre, Bianca Digennaro, italiana, si trovava fuori città, mentre suo padre, afroamericano, è riuscito ad arrivare poco prima dell’arresto.

L’avvocato di famiglia, Jacob Crump, che sta rappresentando anche la famiglia di George Floyd, ha commentato che la scuola è a conoscenza del disturbo da deficit di attenzione/iperattività del bambino, che prende medicine per la sua “disabilità” emotiva, e che segue un programma di educazione individuale all’iinterno dell’istituto.

Pare che la supplente non sapesse e nessuno abbia pensato di comunicarlo alla polizia, che nel verbale non ha riferito questo particolare. Preside e vicepreside della scuola elementare sono sotto inchiesta con l’accusa di non essere intervenuti.

No poliziotti nelle scuole

L’avvocato commenta:

Una crisi di salute mentale, e questo è ciò che la scuola pensa sia più appropriato fare, far arrestare e condannare un bambino di 8 anni.

Da ex poliziotto sono deluso dal comportamento degli agenti e di come abbiano trattato questo caso con un bambino minorenne e disabile.

Il capo della polizia ribatte:

Abbiamo solo seguito le procedure standard.

La madre si sfoga:

Ho il cuore spezzato, non posso credere che si accaduto a mio figlio. Mi rifiuto di farlo passare per un criminale a soli 8 anni. Mio figlio ricorda ancora la porta con le sbarre grosse che si chiudono dietro di lui.

La scuola si rifiuta di lasciare commenti e la supplente non è rintracciabile.