Black history month: da Mansa Musa, l’uomo più ricco del mondo, ad Alessandro de’ Medici, primo duca nero



Questo mese gli Stati Uniti e il Canada celebrano il Black History Month (la storia dei neri), una ricorrenza che fa riflettere sul prezioso contributo dei neri nella formazione della storia politica, economica e culturale delle diverse società in tutto il mondo.

Mansa Musa: l’uomo più ricco della storia

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Mansa Musa (noto anche come Musa I del Mali) fu l’imperatore del vasto impero del Mali, che si estendeva dalla costa atlantica (attuale Senegal) fino al confine meridionale dell’attuale Algeria.

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Estensione dell’Impero del Mali

Le esportazioni di oro, rame, sale e avorio del Mali resero Musa immensamente ricco; talmente ricco da aggiudicarsi il primo posto nella classifica degli uomini più ricchi in tutta la storia dell’umanità.

Secondo il sito statunitense Celebrity net worth, che ha analizzato le fortune degli uomini più ricchi del pianeta in tutto il corso della storia, armonizzandole al tasso di inflazione attuale, Mansa Musa possedeva una ricchezza equivalente a 400 miliardi di dollari attuali.

Particolarmente celebre fu il suo pellegrinaggio alla Mecca, intrapreso nel 1324. Musa partì con un entourage di 60mila uomini, 12mila schiavi (ciascuno con un carico di 4 libbre d’oro in barre), 80 cammelli che trasportavano 300 libbre d’oro in polvere ciascuno e cavalli che portavano tutti i tipi di beni di lusso.

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L’eredità di Musa era incalcolabile, tanto quanto la sua generosità. Lungo il cammino, che lo portò ad attraversare Il Cairo, distribuì oro a dismisura a tutti i poveri che incontrava, tanto da causare 12 anni di inflazione in Egitto.

Dal suo viaggio tornò a casa con architetti e studiosi che costruirono moschee e università in tutto il suo regno e svilupparono città come Gao e Timbuktu.

Università e Moschea di Sankoré, Timbuktu

Quando Musa morì nel 1337, l’impero del Mali era ampiamente conosciuto come una civiltà complessa e avanzata.

Nei decenni successivi, mentre l’Europa era alle prese con la Guerra dei 100 anni, il Mali continuò a prosperare.

 

Nzinga Mbande: regina guerriera dell’Angola

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Nzinga Mbande nacque nel 1583 nella famiglia reale di Ndongo, il regno che comprendeva la metà di quello che ora conosciamo come Angola.

La sua vita coincise con l’invasione europea in Africa, e la sua patria fu preda degli schiavisti portoghesi da un lato e dei tradizionali stati nemici dall’altro.

Abile diplomatica, fu inviata da suo fratello, il re, a negoziare con i portoghesi.

Famosissimo il momento in cui un rappresentante reale portoghese si rifiutò di porgerle una sedia.

A quel punto, la guerriera fece cenno a un astante di mettersi a carponi con mani e ginocchia a terra per farle da sgabello. Fu così che rimase seduta fino alla fine della trattativa.

A contemporary illustration of Queen Nzinga in negotiations with the Portuguese

Grazie alla sua accorta diplomazia, fu in grado di ottenere armi e assistenza militare dai portoghesi, evitando di dover fornire loro la sua gente in schiavitù.

Nel 1626 suo fratello morì e Nzinga divenne regina. I portoghesi ne approfittarono per tentare di prendere il controllo del regno.

Nzinga fuggì e fondò un nuovo regno, Matamba, nel cuore dell’Africa, dove accolse schiavi in ​​fuga.

Fece nuovamente affidamento alla sua abilità diplomatica per allearsi con i paesi vicini e con gli olandesi per tormentare i portoghesi.

Mentre si concentrava sulla trasformazione di Matamba in una centrale elettrica commerciale, continuò a combattere contro i portoghesi.

Nel 1657 i portoghesi ne ebbero abbastanza e firmarono un trattato di pace per restituire Ndongo alla regina.

 

Alessandro de’ Medici: il “Principe Nero di Firenze”

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Alessandro de’ Medici fu probabilmente il primo governatore nero in Europa.

Nato nel 1510, diventò Duca di Penne nel 1522, poi signore di Firenze dal 1523 al 1527 e dal 1530 al 1532, e infine primo duca della Repubblica Fiorentina dal 1532 alla morte.

Nato da una domestica africana della famiglia (e per via della sua carnagione fu soprannominato il Moro), all’epoca suo padre era pubblicamente noto come Lorenzo de’ Medici II, sebbene la maggior parte degli storici attribuiscano la paternità a Giulio, cugino di Lorenzo e cardinale della chiesa cattolica (che divenne poi papa Clemente VII).

Alessandro aveva vissuto presso la corte di Carlo V d’Asburgo. Una volta assunto il potere a Firenze, tentò di emulare la vita imperiale, imprimendo uno stampo “sovranista” al proprio governo.

Cominciò a eliminare i simboli, cari ai fiorentini, delle istituzioni repubblicane e incaricò di coniare monete con la propria immagine.

Così facendo, Alessandro si procurò l’odio delle famiglie fiorentine d’élite e, molto probabilmente, la congiura che nel 1537 portò al suo assassinio per mano di suo cugino Lorenzino.

 

Abram Petrovich Gannibal: imperatore africano della Russia

Abram Petrovich Gannibal fu un ingegnere militare, un generale dell’esercito russo e un nobile di origine africana.

La sua data di nascita è incerta, ma gli storici la collocano intorno all’anno 1696 in una località chiamata Logon, la cui reale ubicazione è stata oggetto di ampio dibattito.

Le prime notizie scritte su Gannibal suggeriscono che si tratta di un villaggio al confine tra l’Eritrea e l’Etiopia. Una ricerca condotta nel 1996 ipotizza che si tratta del Sultanato di Logon nell’attuale Camerun.

Suo padre morì in battaglia per difendere il territorio dall’invasione dei turchi-ottomani, i quali lo catturarono e lo portarono a Costantinopoli nel 1703, dove lavorò come inserviente al servizio del sultano Ahmed III per un anno.

Raguzinsky, ambasciatore russo, si trovava da quelle parti per cercare uno schiavo presentabile da portare a palazzo, come era in voga in tutte le corti europee in quell’epoca.

Gannibal attirò subito la sua attenzione e, giunto a Mosca, venne immediatamente adottato dallo zar Pietro il Grande, che si innamorò dell’intelligenza di quel ragazzino e della sua predisposizione al servizio militare.

Divenuto il favorito dello zar, e suo figlioccio di battesimo, Gannibal prese il cognome Petrovich e diventò il suo inserviente personale nei vari viaggi e impegni militari.

Quando l’imperatore visitò la Francia nel 1716, vi lasciò il ragazzo per fargli studiare ingegneria e matematica in una scuola militare.

Nel corso degli studi, scoppiò la guerra tra la Francia e la Spagna e Gannibal si arruolò nell’esercito francese, dove venne promosso al grado di capitano. Fu in questo periodo che adottò anche questo cognome, per onorare la memoria del generale cartaginese Annibale (Gannibal è la traslitterazione del nome in russo).

Nel 1723 completò gli studi e fece ritorno in Russia. L’imperatore morì due anni dopo e gli succedette il principe Menshikov, che non lo vedeva di buon occhio, insospettito dalle sue origini straniere e dalla sua cultura superiore.

A causa di questa antipatia, Gannibal fu mandato in esilio in Siberia e, in seguito, al confine cinese, dove costruì varie fortezze russe e supervisionò vari progetti, come il canale Ladoga, diventando un esperto di ingegneria.

La fortuna gli arrise con l’ascesa al trono della sovrana Elisabetta di Russia che gli concesse ufficialmente di rientrare dall’esilio e lo promosse al grado di generale.

Gannibal morì il 20 aprile 1781 ed è ricordato come uno dei principali pionieri del suo paese e probabilmente il primo ingegnere nella storia russa.

Le sue gesta e le sue abilità ingegneristiche sono elogiate nella biografia (incompleta) scritta da Alexander Pushkin, suo pronipote.

 

Blanche Bruce: dalla schiavitù al senato

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Blanche Kelso Bruce nacque in Virginia da una schiava nera e dal proprietario bianco della piantagione.

Dal momento che era nato schiavo a causa della condizione della madre, il padre lo liberò e lo avviò ad un apprendistato in modo che potesse imparare un mestiere.

Allo scoppio della guerra civile nel 1861, Bruce tentò di unirsi all’esercito dell’Unione, ma fu respinto per via del colore della sua pelle.

Così Bruce si dedicò all’insegnamento e, nel 1864, fondò la prima scuola per bambini neri nello stato del Missouri.

Bruce divenne un ricco proprietario terriero. Nel febbraio 1874 venne eletto al senato come rappresentante del partito repubblicano.

È stato il primo ed unico ex schiavo ad ottenere la carica di Presidente del Senato degli Stati Uniti.

Nel 1881 venne nominato Tesoriere dall’allora Presidente James A. Garfield: questo lo rese la prima persona di colore a porre la propria firma sulle banconote del Paese.

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Firma del Tesoriere B.K Bruce sulle banconote americane

 

Vicente Guerrero: il primo presidente nero delle Americhe

Soldato e presidente Vicente Guerrero

Mentre gli Stati Uniti non hanno avuto un presidente nero fino all’elezione di Barack Obama nel 2008 (44° presidente della nazione), il Messico ha eletto un eroe nero nella sua lotta per l’indipendenza, Vincente Guerrero, come secondo presidente.

Nato da padre africano e madre indigena, Guerrero svolse un ruolo chiave nella guerra del Messico per espellere gli spagnoli.

Nel 1810, Guerrero radunò gli insorti e diventò comandante dell’esercito ribelle nel 1815.

Grazie a una combinazione di abilità militare e zelo patriottico, nel 1821 sconfisse l’esercitò spagnolo.

Nel 1829 diventò presidente del Messico. Durante il suo mandato, Guerrero sostenne le scuole pubbliche, la scienza e le arti, tassò i ricchi e pose fine alla pena di morte e alla schiavitù in Messico.

Purtroppo, tutte queste riforme progressiste non piacquero all’élite conservatrice messicana e nel 1831 venne fucilato.

 

Yasuke: il samurai “diverso”

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Si pensa che Yasuke sia nato nella seconda metà del 1500 in Mozambico, che all’epoca era sotto il dominio dei portoghesi.

La prima data certa sulla sua vita si ha nel 1579, quando fu portato in Giappone da un missionario gesuita italiano, Alessandro Valignano.

Giunto in terra nipponica, la sua prestanza fisica (era alto 1,90 metri) e la sua pelle nera come il carbone attirarono immediatamente l’attenzione di Oda Nobunaga, una delle figure storiche più influenti del Giappone nella guerra civile del periodo Sengoku.

Al loro primo incontro, questi lo fece lavare, pensando che il nero della sua pelle fosse inchiostro.

Nobunaga lo nominò samurai (letteralmente “servitore”, cioè membro della casta militare del Giappone feudale).

Nel 1581 Yasuke si unì a Nobunaga nella lotta tra i piccoli feudi che erano costantemente in guerra tra loro.

Nel 1582 Oda cadde in un’imboscata e si suicidò.

Yasuke riuscì a fuggire, ma poi venne catturato. Disprezzato dal generale traditore, che lo reputava solo una “bestia”, venne consegnato ai gesuiti e di lui si persero le tracce.

La storia di Yasuke avrebbe dovuto essere interpretata sul grande schermo da Chadwick Boseman, il compianto attore protagonista del colosso cinematografico Black Panther.

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