Calabria, Spirlì: “Non ci servono i medici missionari africani, non vogliamo essere schiavizzati”, “Dirò negro finché campo”



Negli ultimi giorni il commissario alla Sanità calabrese Saverio Cotticelli è stato licenziato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il quale ha affermato che

“va sostituito con effetto immediato. Anche se il processo di nomina del nuovo commissario prevede un percorso molto articolato, voglio firmare il decreto già nelle prossime ore. I calabresi meritano subito un nuovo commissario pienamente capace di affrontare la complessa e impegnativa sfida della sanità.”

Cotticelli aveva scoperto solo in televisione che doveva occuparsi del piano Covid:

Avrei dovuto farlo io, già a giugno scorso?

Poi è arrivata la nomina di Giuseppe Zuccatelli, che ha pubblicamente sminuito l’importanza delle mascherine:

Per beccarti il virus, se io fossi positivo dovresti baciarmi per 15 minuti con la lingua in bocca altrimenti non te lo becchi.

Ora Conte vuole affiancargli Gino Strada, il fondatore di Emergency per risollevare la rete ospedaliera della Calabria, riorganizzando i reparti Covid e gli ospedali da campo, e renderla così in grado di contrastare il virus.

Nino Spirlì, il presidente facente funzione della Regione Calabria, ha respinto duramente questa ipotesi e ha affermato:

Cosa c’entra con noi Gino Strada? La Calabria è una regione dell’Italia, con fior di professori: non ci servono medici missionari africani, non vogliamo essere schiavizzati.

Non abbiamo bisogno di geni che vengono dalle altre parti del mondo, men che meno del professore Strada.

Senza entrare nel merito di chi è Gino Strada e cosa fa Emergency, se è in corso una pandemia, bisognerebbe prendere tutto ciò che di buono arriva.

Lo scorso 22 marzo giunsero in Italia 52 medici cubani, destinati all’ospedale da campo allestito nel parcheggio della struttura di Crema.

La notizia fu accolta con gioia da Stefania Bonaldi, sindaco di Crema, che su Facebook scrisse:

Difficile esprimere la gioia, la commozione, l’orgoglio, la riconoscenza e lo straordinario affetto che proviamo per i nostri Hermanos De Cuba.

 

I medici del contingente cubano “Henry Reeve” (voluto da Fidel Castro e isituito nel 2005) hanno operato in Italia fino a maggio, quando l’emergenza sanitaria è rientrata.

Le prime a replicare alle dichiarazioni di Spirlì sono le Sardine, che lo definiscono “presidente per caso”, perché le sue parole sono

un’ennesima testimonianza di inadeguatezza ed inettitudine.

Alterato da tutto il discorso, ha risposto in maniera maleducata e inadeguata al ruolo che ricopre. Come se non bastasse, ha anche rincarato la dose, contrapponendo con allusioni razziste la nazione italiana e il continente africano, dove Gino Strada ha dedicato gran parte del suo lavoro come medico.

Spirlì non è preoccupato di un virus che sta mettendo in ginocchio la sua regione, ma piuttosto di uniformarsi all’ideologia del suo capo

e di preoccuparsi che il “virus cinese”  venga curato solo da medici italiani.

Evidentemente sfugge un piccolo particolare: “Quota 100”, introdotta a inizio 2019, ha svuotato gli ospedali, mandando in pensione anticipata quasi 6000 operatori sanitari tra medici e infermieri.

Poi, per rispondere all’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus, lo Stato ha dato loro la possibilità di tornare in servizio.

L’importante, però, per Spirli, è che i medici non siano stranieri.

Spirlì è la stessa persona che, nel corso di un evento catanese tenuto dalla Lega a supporto di Matteo Salvini, ha pronunciato affermazioni tese a rivendicare l’utilizzo di espressioni come “fr*cio”, “ricchi*ne” e “ne*ro”.

Dirò n** e f** fino alla fine dei miei giorni, che fanno? Mi tagliano la lingua?

Questa è “difesa e tutela della cultura”, aggiunge Spirlì, che si definisce

omosessuale a tempo perso e cattolico praticante.