C’è chi evita il Covid e chi lo sfida…



Da una parte ci sono quelli che hanno paura di contrarre il Covid-19, dall’altra ci sono sempre più persone pronte ad “assumere” deliberatamente il virus.

Si tratta di decine di migliaia di individui che si iscrivono a un’iniziativa chiamata 1 Day Sooner.

Collegandosi al sito della campagna, è possibile scegliere tra due diverse opzioni:

si può aderire come semplice sostenitore oppure si può decidere di esporsi all’infezione per supportare lo sviluppo di vaccini e trattamenti.

In quest’ultimo caso, il candidato a cui viene iniettata una dose di Coronavirus viene seguito da un’èquipe medica in un ambiente controllato.

Tra le “cavie” c’è Estefania Hidalgo, 32 anni, che per mantenersi lavora in una stazione di servizio a Bristol, in Inghilterra.

La studentessa di fotografia ha rivelato di aver scoperto il movimento in un momento di noia durante il lockdown, ascoltando un podcast sulle testimonianze degli altri volontari:

È un modo per riprendere il controllo della situazione, per sentirmi meno come se fossi in un mondo senza speranza.

Ho scelto di rendere questo mondo migliore.

Nessuno dovrebbe essere lasciato indietro. Anziani, poveri, persone di ogni colore. Tutti meritano solo di essere sani.

Così ho scelto di non avere paura.

La partecipazione al progetto viene retribuita, ma gli organizzatori sono molto attenti a non reclutare solo volontari giovani, attirati unicamente dal compenso, per evitare che si ottenga un’analisi non corrispondente alla realtà dei fatti.

Alastai Fraser-Urquhart, 18 anni, ha preso un anno sabbatico dopo il diploma, rinviando l’inizio dell’università per poter apportare il suo contributo al progetto.

Il rischio per me è minimo. Ma assumendomi questo piccolo rischio, posso potenzialmente proteggere migliaia di altre persone dall’infezione.

Suo padre Andrew ha rivelato scherzosamente:

Non è in cima alla lista di cose che vorresti per tuo figlio, però almeno ora so che cosa ha fatto chiuso in camera sua davanti al computer nelle ultime tre settimane.

Dopo vani tentativi iniziali di scoraggiare suo figlio, l’uomo rivela:

È coraggioso da parte sua mettersi in prima linea nella scienza a beneficio degli altri. Sono orgoglioso di lui.

I rischi connessi a questa sperimentazione non sono pari a zero. È vero che i decessi per Covid-19 tra i giovani ammontano a meno dell’1%, ma le conseguenze della contrazione volontaria del virus sulla salute, nel lungo termine, sono ancora sconosciute.

Ma per Alastair questo rappresenta un motivo in più per partecipare a questa sfida, che può accelerare la fine della pandemia e aiutare il mondo evitandogli di affrontare le “conseguenze nel lungo termine”.

È il momento di andare oltre i confini e scoprire quanto velocemente possiamo fare le cose, assumendoci i rischi per gli altri, è giunta l’ora.