“Chauvin è colpevole”: il verdetto contro il razzismo sistemico grazie al coraggio di Darnella Frazier

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Si è concluso il processo per la morte di George Floyd. (Leggi qui).

La giuria, composta da sei bianchi e sei afroamericani, ha dichiarato Derek Chauvin colpevole per tutti e tre i capi di accusa: omicidio colposo, di secondo grado preterintenzionale e di terzo grado.

Il verdetto è stato comunicato lo scorso martedì pomeriggio, ma la pena a cui sarà condannato l’ex agente di polizia sarà però stabilita tra otto settimane.

Dopo la lettura del verdetto, Chauvin è stato portato via in manette: il giudice ha deciso che resterà in carcere fino all’udienza che stabilirà la sua condanna.

Se non fosse stato per la pronta reazione di Darnella Frazier, a quest’ora Chauvin sarebbe ancora un ufficiale di polizia in giro per Minneapolis.

Darnella Frazier, third from right, recorded Chauvin's murder of Floyd next to her 9-year-old cousin.
Darnella Frazier, terza da destra

La diciottenne è stata la testimone chiave in questo processo. È lei che ha girato il video di Chauvin con il ginocchio sul collo di George che implora “I can’t breathe” per 20 volte:

Chauvin ha continuato a schiacciare il collo di Floyd con il ginocchio mentre la folla attorno lo esortava a controllare il polso per verificare che non fosse morto.

Quando la folla gli chiedeva di smetterla, Chauvin schiacciava ancora più forte con il ginocchio.

Il governatore del Minnesota ha ringraziato pubblicamente l’adolescente:

Quel video è forse l’unica ragione per cui Derek Chauvin andrà in prigione.

La zia di George Floyd ha commentato:

Se non fosse stato per quella ragazza, sarebbe stato un altro uomo di colore ucciso dalla polizia … e avrebbero detto: “Oh, era droga, oh, era questo…”

E non avremmo mai avuto la vera versione dei fatti.

E oggi non saremmo qui a parlarne.

Subito dopo il verdetto, il presidente americano Joe Biden ha telefonato alla famiglia di Floyd dicendosi

rincuorato

e ha lanciato un messaggio alla nazione:

È stato compiuto un passo avanti contro il razzismo sistemico che è una macchia nell’anima del nostro Paese.

Non possiamo fermarci qui.

Per realizzare un vero cambiamento e una vera riforma, possiamo e dobbiamo fare di più per ridurre la probabilità che tragedie come questa si ripetano.

Non riesco a respirare. Non riesco a respirare.

Queste sono state le ultime parole di George Floyd, non dobbiamo farle morire insieme a lui.

Dobbiamo continuare ad ascoltare queste parole.

Non dobbiamo voltare le spalle, abbiamo la possibilità di cambiare il percorso di questo Paese.



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