Coronavirus, lettera di una studentessa agli “smascherati”



Alessia Naso frequenta il quinto anno del Liceo Scientifico “Attilio Bertolucci” di Parma.

La studentessa ha scritto una lettera indirizzata a tutti coloro che si rifiutano di indossare le mascherine e di rispettare tutte le altre regole necessarie per proteggerci dal Covid.

La lettera è stata pubblicata sul profilo Facebook dell’istituto:

Caro smascherato, sono io, quella che rispetta le regole, quella che prendi in giro perché ormai ha le orecchie a sventola a furia di tenere la mascherina per ore, quella che conosce persone considerate “soggetti a rischio” o che semplicemente ama i propri nonni.

Ti scrivo perché ti vedo entrare in luoghi pubblici tranquillo, senza mascherina, senza igienizzare le mani, senza tenere il metro di distanza da chi ti sta aspettando, che, al contrario, hai appena salutato con un caloroso abbraccio.

Mi fa piacere vedere che non sei stato in alcun modo toccato da questa situazione. Mi fa piacere sapere che nessun tuo conoscente ha, o ha avuto, niente a che fare con questa pandemia, che sta mettendo in ginocchio l’intero pianeta.

Sai cosa non mi fa piacere però?
Il fatto che, probabilmente non avendo mai sentito vicino a te questo virus, ti disinteressi della salute degli altri.

Infatti, molte persone non condividono il tuo punto di vista, ma, al contrario, del Coronavirus hanno paura. Questa gente soffre sentendo il numero dei contagi che incrementa ogni giorno e molti di loro, a tua insaputa, hanno dovuto lottare con il virus o sostenere, da lontano, qualche conoscente risultato positivo.

Tuttavia c’è anche un’altra categoria di persone che ne è spaventata. Infatti, in tutto il mondo, c’è un’altissima percentuale di popolazione che, risultando positiva al tampone, dovrebbe prepararsi a non rivedere più il nonno cardiopatico, la zia, che da sempre ha dei problemi al sistema immunitario, e chissà chi altro. Se continua così, secondo l’Istituto superiore della Sanità, non andrà tutto bene.

Per evitare questi danni, come afferma Carlo Verdelli sul Corriere della sera, servono regole semplici e non derogabili, la determinazione nel farle rispettare, e un’obbedienza civile che si era manifestata, salvando vite e reputazione dell’Italia, nella scorsa primavera, ma che adesso sembra essersi dissolta, con la stessa rapidità con cui era miracolosamente comparsa, dal commovente popolo dei balconi alla solidarietà generale per medici e infermieri in prima linea.

Quindi ciò che serve ora non è sostegno ma ubbidienza e l’unico modo che abbiamo per migliorare la situazione è rispettare l’obbligo dell’utilizzo della mascherina, la stessa mascherina che tu non indossi perché scomoda. Ma pensa bene alla risposta a questa domanda: sei davvero così egoista da permettere a chi ti sta vicino di rischiare la vita o avere dei danni permanenti, semplicemente perché tu non rispetti le norme di sicurezza?

Volevo concludere facendoti notare una cosa: se questa lettera in qualche modo ti ha dato fastidio rileggila, perché probabilmente il destinatario sei proprio tu.

Un abbraccio virtuale.

Alessia Naso.