Donne dimenticate: le “suore rivoluzionarie” di Gheddafi e prede del suo harem



Le chiamava “suore rivoluzionarie” perché, come le suore, non potevano sposarsi ed avere una famiglia propria, ma dovevano essere devote soltanto a lui: Muammar Gheddafi.

Erano le sue speciali guardie del corpo, pronte a seguirlo ovunque andasse con la loro divisa militare e il basco rosso.

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Un segno di vittoria progressista nel mondo femminile arabo, una testimonianza vivente del suo “femminismo” di fronte a un regime che sottomette la donna… Era questo il messaggio che voleva sponsorizzare al mondo.

Lui vuole mostrare che viene protetto da donne e non da uomini e questo fa avanzare lo status delle donne e prova che le donne sono uguali agli uomini in tutti i loro diritti ed i loro doveri.

spiega Aziza, ex guardia del corpo del leader libico.

Queste donne indossavano

abiti da lavoro in stile occidentale, possono truccarsi, avere acconciature occidentali, tacchi alti e altri indumenti non ritenuti accettabili nel mondo musulmano.

La loro stessa esistenza sfida il ruolo delle donne nel mondo islamico…

Purtroppo non è questa la versione integrale di tutta la faccenda, che invece viene raccontata dalle “Prede nell’harem di Gheddafi” le quali hanno avuto il coraggio di dire come stavano veramente le cose.

Gheddafi era ossessionato dal sesso. Si recava personalmente nelle scuole a scegliere le più belle, regalando un mazzo di fiori alle prescelte e facendo una carezza sulle loro teste.

Le ragazzine, perlopiù tredicenni/quindicenni ed esclusivamente vergini, venivano prelevate dalle loro famiglie con la forza e la minaccia di conseguenze disastrose se si rifiutavano. Poi venivano condotte nel suo palazzo e relegate in un sotterraneo, dove rimanevano in attesa di soddisfare l’appetito del loro capo.

Le più “fortunate” potevano essere promosse a sue guardie del corpo. Ma dovevano superare un duro addestramento militare per poter essere presentabili sulla scena internazionale al suo fianco.

Questa squadra di donne spartane e di bell’aspetto era nata negli anni ’80, poco più di un decennio dopo che Gheddafi aveva preso il potere con un colpo di stato. Ci sono varie teorie sul motivo per cui quest’uomo scelse una squadra di donne per proteggerlo.

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Nel 2003, l’ex ufficiale della marina statunitense Joseph Stanik, scrisse che Gheddafi riteneva che le donne sarebbero state troppo difficili da uccidere per i separatisti arabi armati.

Gheddafi aveva deposto il governo Senussi nel 1969, ma non aveva placato del tutto le ripercussioni della sua azione, per questo aveva ancora molti nemici.

Questa teoria della vita delle donne inquadrata in un’etica proibitiva per gli “uomini armati” fu messa alla prova nel 1998.

Il convoglio di Gheddafi cadde in un’imboscata dei fondamentalisti islamici: una delle “suore” perse la vita perché si lanciò per salvare la vita di Gheddafi.

La dottoressa Seham Sergewa, una psicologa libica che ha iniziato a indagare su come le guardie sono state scelte e addestrate dopo la caduta di Gheddafi, ha recuperato strane testimonianze.

Nel 2011, Sergewa ha dichiarato:

Finora sono riuscita a convincere otto donne a farsi avanti per testimoniare ed è stato difficile.

Alcune donne sono state abbandonate dai loro mariti, altre si vergognano troppo di condividere il loro segreto con la loro famiglia.

Sembrerebbe che l’ossessione di Gheddafi per le sue guardie femminili fosse una mossa estetica e non rivolta alla protezione della sua vita.

Dopo il rovesciamento di Gheddafi, nel 2011, molte suore rivoluzionarie si sono nascoste dai ribelli che avrebbero sicuramente preteso per loro la stessa fine di Gheddafi.

Una di loro ha dichiarato:

Se fossi ancora la sua guardia del corpo, lo ucciderei io stessa.