E il mondo torna a respirare: è finita l’era Trump!

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Per quattro anni il mondo intero ha trattenuto il respiro.

Da mezzogiorno del 20 gennaio 2017, quando Donald Trump ha prestato il giuramento che lo ha reso presidente degli Stati Uniti, i popoli del pianeta sono stati catapultati in uno stato di perenne allerta: quale nuova follia potrebbe scatenare l’uomo più potente della terra?

Dopo pochi mesi, sembrava volesse minacciare di avviare una guerra nucleare contro la Corea del Nord. In un tweet diretto a Kim Jong-un, si vantava di avere anche lui

un Pulsante Nucleare, ma molto più grande e potente del suo e il mio pulsante funziona!

 

E ci sono stati giorni in cui sembrava razionale chiedersi se l’America, e il resto di noi, sarebbe sopravvissuta a quattro anni di presidenza Trump.

Ma finalmente è giunto il momento di espirare. Biden ha finalmente pronunciato le fatidiche parole che lo hanno reso il 46° presidente degli Stati Uniti.

L’euforia del momento è stata incorniciata dalle performance di Lady Gaga (con l’inno nazionale) e Jennifer Lopez (che ha eseguito un brano che recita così: Questa terra è stata fatta per me e per te).

Quello che un tempo sarebbe sembrato un mero rito e una semplice routine, oggi genera un impatto emotivo.

La presenza di Mike Pence, dopo il rifiuto del suo ex capo di partecipare all’inaugurazione, e la presenza degli ex presidenti – Bill Clinton, George W. Bush, Barack Obama – suggeriscono che la catena della democrazia americana è rimasta intatta.

Questo messaggio è stato trasmesso in modo più eloquente dallo stesso Biden con parole umane e dignitose. Ha chiesto il silenzio per rendere omaggio alle vittime della pandemia, un semplice atto di riconoscimento sfuggito al suo predecessore.

Ha menzionato le sfide che lui e il paese dovranno affrontare – il virus, la crisi climatica – e ha chiesto agli americani, anche a quelli che non hanno votato per lui, di ascoltarlo almeno e di unirsi:

Dobbiamo porre fine a questa guerra incivile.

Si profila all’orizzonte il ritorno a una normalità tanto anelata. E quando una donna nera, la 22enne Amanda Gorman, ha concluso con la sua emozionante poesia, si è finalmente intravista una terra che è stata appena visibile negli ultimi quattro anni: un’America che il resto del mondo può tornare ad ammirare.



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