Gli slogan storici che hanno costruito il “Sogno cinese”



Quest’anno la Cina ha celebrato il 100° anniversario della fondazione del Partito Comunista, un evento che il 1° luglio 1921 ha inaugurato decenni di rapidi cambiamenti economici e sociali.

Molte di queste trasformazioni sono state innescate da precisi programmi politici, ideati per raggiungere ogni tipologia di strato sociale.

Come si riesce ad arrivare “al cuore” di milioni di persone sparse su un vasto territorio? È molto semplice: creando slogan ad effetto.

È risaputo che gli slogan sono parte integrante del vocabolario politico. La maggior parte della gente non ha né il tempo né la voglia di valutare la concretezza dei programmi proposti dai leader politici e si affida all’impatto carismatico di ciascuno di essi.

Vediamo alcuni esempi di linguaggio retorico adottato nei discorsi propagandistici dalla dirigenza cinese che si è susseguita nel corso degli anni.

 

为人民服务 Wei Renmin Fuwu (1944)
Servire il popolo

Questo è uno degli slogan più famosi in Cina, trattandosi del motto ufficiale del Partito Comunista Cinese.

È stato pronunciato per la prima volta in un discorso tenuto da Mao Zedong nel 1944 al funerale di Zhang Side, un giovane soldato-modello morto durante la seconda guerra sino-giapponese:

Il compagno Zhang Side è morto servendo il popolo.

L’intenzione originale è quella di sottolineare aspetti del comunismo, come l’altruismo e la dedizione dei rivoluzionari.

La sede ufficiale del Partito Comunista Cinese riporta il motto all’ingresso con la calligrafia di Mao Zedong.

 

四个现代化 sì gè xiàndàihuà (1978)
Quattro modernizzazioni

Dopo la morte di Mao Zedong, avvenuta nel 1976, Deng Xiaoping dà vita ad un periodo di riforme ideologiche, politiche, economiche e sociali in quattro diversi contesti: agricoltura, scienza e tecnologia, industria e difesa nazionale.

L’obiettivo è rendere la nazione una delle più grandi potenze economiche dal XXI secolo attraverso l’apertura dei suoi mercati al Giappone e all’Occidente: l’ aumento delle esportazioni e gli investimenti all’estero svolgono un ruolo fondamentale nel processo di svecchiamento dell’economia cinese.

Deng Xiaoping - Wikipedia

 

少生优生 shǎo shēng yōushēng  (1979)
Meno nascite, nascite migliori

Quando nel 1949 nasce la Cina comunista, Mao Tse-tung crede fortemente nell’idea dell’autosufficienza e del popolo come simbolo della forza e incentiva la natalità attraverso politiche mirate (sussidi, proibizione dell’aborto, della sterilizzazione e dei metodi contraccettivi).

Per constrastare il fortissimo incremento demografico del paese (quasi 30 milioni di persone all’anno) nel 1979 viene introdotta la regola del “figlio unico” e il pagamento di una sanzione pecuniaria per scoraggiare le gravidanze.

Immaginate cosa possa significare, in siffatta società, avere come unico figlio una femminuccia al posto di un maschietto…

La politica del figlio unico si conclude nel 2015 e viene estesa alla possibilità di avere un secondo figlio, mentre dal terzo in poi rimangono tuttora le multe.

IFD: La mia Cina, il figlio unico. – Leggere Distopico
Famosi striscioni rossi con scritte bianche che riportano gli slogan propagandistici

 

三个代表 sān gè dàibiǎo (2000)
Tre rappresentanze

Nel 2000, Jiang Zemin lancia la dottrina delle “Tre rappresentanze”:

  • garantire gli interessi dei più ampi strati della popolazione;
  • orientare la nazione verso una cultura avanzata;
  • rappresentare le esigenze non solo del proletariato ma di tutte le forze produttive più avanzate del paese.

Con Zemin, il PCC promuove la scienza per rendere più moderno il Paese, assimilando contemporaneamente le conquiste culturali degli altri Paesi, e garantisce al popolo cinese il benessere economico, la pace e il progresso: non sono permesse azioni e politiche distaccate dalla popolazione o che sono contrarie al volere popolare.

 

héxié shèhuì (2005)
Società armoniosa

La rapida ed incontrollata crescita economica del Paese aumenta le disuguaglianze sociali e provoca seri danni all’ambiente. Si ritiene necessaria una nuova campagna ideologica per spostare il focus dalla “crescita economica” alla cosiddetta “armonia sociale”.

Per poter applicare questa teoria, Hu Jintao si impegna a realizzare l’equità e la giustizia sociale per ottenere una società armoniosa.

File:Hu Jintao with BRICS Leaders 2012.jpg - Wikimedia Commons

 

中国梦 zhōngguó mèng (2012)
Sogno cinese

L’etica della società armoniosa viene rinforzata dal perseguimento del “Sogno cinese”, ossia il raggiungimento di un mondo in cui tutto è condiviso e che esclude il perseguimento dell’interesse individuale.

I pilastri del sogno di Xi Jinping sono:

  • Prosperità (富强 fùqiáng);
  • Democrazia (民主 mínzhŭ);
  • Civiltà (文明 wénmíng);
  • Armonia (和谐 héxié);
  • Libertà (自由 zìyóu);
  • Uguaglianza (平等 píngděng);
  • Giustizia (公正 gōngzhèng);
  • Stato di Diritto (法治 făzhì);
  • Patriottismo (爱国 àiguó);
  • Devozione (敬业 jìngyè);
  • Integrità (诚信 chéngxìn);
  • Amicizia (友善 yŏushàn).

Xi Jinping - Wikipedia

Nell’ottica di questa cultura collettivista, gli uomini devono cooperare per creare armonia e il bene dell’individuo è subordinato al bene della comunità.

L’assenza di armonia è causata da individui che perseguono l’interesse privato (利 ), che porta alla corruzione e alla polarizzazione degli interessi.

Una cultura individualista, come quella occidentale, presuppone l’esistenza di individui che perseguono l’interesse personale attraverso la competizione, che sostituisce la cooperazione tipica del sistema cinese.

Ciò spiega la differenza fondamentale tra il Sogno Americano, ovvero un sogno di singoli individui, e il Sogno Cinese, il sogno di un’intera nazione intesa come collettività.