Bocciato dall’OMS il farmaco che ha guarito Trump dal Covid-19



Il Remdesivir è un farmaco antivirale utilizzato da Gilead Sciences per curare il virus dell’Ebola in Africa occidentale.

Visti i risultati promettenti, nel gennaio 2020 l’azienda statunitense ha avviato test di laboratorio sul Remdesivir per curare anche la SARS-COV-2, il ceppo di Coronavirus che ha causato il Covid-19.

Can Remdesivir prevent COVID-19? • TOP STORY groundreport.in

Il farmaco è stato somministrato, in combinazione con un altro antinfiammatorio, per curare l’infezione da Covid di Donald Trump.

Il presidente ha sconfitto il virus in 72 ore e in un post su Twitter si è dichiarato immune:

Significa che non posso più contrarre il Covid e non posso trasmetterlo.

Il post è stato rimosso per i contenuti fuorvianti sul Covid.

L’antidoto in questione si basa su una tecnologia che permette di sintetizzare delle molecole che, attivandosi grazie all’interazione con l’organismo umano, vanno ad inibire la replicazione del virus nelle cellule epiteliali delle vie respiratorie nasali e bronchiali.

NIH clinical trial of remdesivir to treat COVID-19 begins | National Institutes of Health (NIH)

Lo stesso Trump aveva dichiarato, dopo tre giorni di degenza:

Mi sento come se potessi già uscire oggi con i miei piedi.

Donald Trump leaves hospital after 3 days of Covid-19 treatment; infections among White House aides mount | South China Morning Post

Ancora una volta il Remdesivir si è dimostrato efficace nella lotta contro quest’ultimo ceppo dei coronavirus, che negli anni scorsi hanno dato luogo a una serie di focolai pandemici (SARS e MERS).

E così, mentre i governi di tutto il mondo correvano a fare scorta del “farmaco miracoloso”, è arrivata la doccia fredda che ha soffocato l’entusiasmo generale:

ieri l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha concluso che questo antivirale

ha un effetto minimo o addirittura nullo sulla sopravvivenza dei malati.

Lo studio dell’OMS, intitolato “Solidarity Therapeutics Trial”, ha riguardato quattro trattamenti diversi contro il Covid-19: oltre al Remdesivir, sono stati valutati anche l’Idrossiclorochina, la combinazione dei farmaci anti-Hiv Lopinavir/Ritonavir e i regimi a base di interferone.

Tutti sembrano avere un piccolo o inesistente effetto sulla mortalità a 28 giorni o sul decorso ospedaliero del Covid-19 tra i pazienti ricoverati.

In definitiva, i dati ottenuti da questo studio bocciano il farmaco.

Dal canto suo la Gilead Sciences respinge le critiche e dichiara:

I dati sembrano incoerenti con prove più solide provenienti da più studi randomizzati e controllati pubblicati su riviste peer-reviewed che convalidano il beneficio clinico di Remdesivir.

A questo punto non occorrerà più affannarsi ad acquistare il medicinale, visto che nei giorni scorsi lo stesso Nicola Magrini, direttore generale dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), aveva lanciato l’allarme:

Il fabbisogno supera la disponibilità. Il rischio di carenza è forte. L’aumento della domanda rischia di portare all’esaurimento delle scorte in poche settimane.