Il mio vecchio padrone di casa

Guardo un video commovente e mi ritrovo il viso rigato dalle lacrime: con la mente torno a un capitolo doloroso del mio passato.

Ricordo il mio vecchio padrone di casa, un uomo solitario, il cui sguardo si illuminava di gioia quando mi vedeva tornare da lavoro. Desideroso di compagnia, mi offriva del vino e condivideva con me i ricordi della sua giovinezza e le storie sulla sua famiglia.

Mi sembra di sentire ancora il fervore con cui raccontava tutti i suoi aneddoti e le sue esperienze, rievocandoli come momenti di luce nel buio della sua solitudine.

Era benestante, possedeva ogni sorta di ricchezze e di beni materiali. Era riuscito a sistemare i propri figli, avevano un bel lavoro. Lui non chiedeva mai nulla in cambio: sperava solo di ricevere tanto affetto.

Un giorno venne a mancare sua moglie e un’ombra oscura si abbattè sulla sua esistenza. Cadde in una profonda depressione, si sentiva abbandonato e dimenticato. Nonostante avesse tre figli, nessuno di loro riusciva a trovare il tempo per andare a trovarlo: erano troppo presi dalle loro vite frenetiche.

Così, giorno dopo giorno, lo lasciarono solo con i suoi pensieri e i ricordi di un passato ormai lontano. La solitudine si fece sempre più opprimente, consumava la sua anima fino a portarlo alla disperazione più profonda. E così, un giorno, decise di porre fine alla sua sofferenza, lasciando dietro di sé solo dolore e rimpianti.

C’è un versetto nella Bibbia che riflette la profonda verità di questa storia – Esodo 20:12

Onora tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni si prolunghino nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà.

Nel mio paese natio, gli anziani sono considerati un patrimonio, perché sono portatori di saggezza e sapienza, ed è nostra responsabilità tutelarli e prendercene cura.

La storia del mio vecchio padrone di casa è un’amara testimonianza di cosa accade quando questa sacra responsabilità viene trascurata. Il mondo può risultare frenetico e implacabile, ma non dobbiamo dimenticare che dietro ogni ruga c’è una vita vissuta. Dobbiamo rallentare, trovare il tempo di ascoltare e di amare, perché un giorno potremmo trovarci nella stessa situazione, sperando invano di non essere dimenticati.