La Bestia: lo staff di Salvini che fa propaganda sui social

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Quattro milioni di fan su Facebook e due milioni di fan su Instagram: sono il numero di utenti che seguono Matteo Salvini ogni giorno.

Secondo quanto riportato su varie testate giornalistiche, le reti social di Salvini sono controllate da un sistema creato da un team di esperti, i quali analizzano il rendimento dei post e dei tweet, e che tipo di persone hanno interagito.

Matteo Salvini e «La Bestia»: come catturare 4 milioni di fan sui social | Milena Gabanelli - Corriere.it

In pratica, prendono una notizia semi-veritiera e la rendono virale, facendo leva sulla fonte (Salvini) considerata affidabile e difficilmente contestabile.

Per esempio, pubblicano un post in cui si parla di immigrazione e il maggior numero di commenti è

i migranti ci tolgono il lavoro?

Il posto successivo rafforzerà ulteriormente questa paura.

Questo strumento di monitoraggio, chiamato La Bestia, permette di modificare la strategia leghista per attuare al meglio la propaganda, consente di analizzare in tempo reale le reazioni ad un post e suggerisce come moderare i toni in quello successivo.

Smascheriamo la Bestia di Matteo Salvini: una falsità dopo l'altra - l'Espresso

È così che, martellando su temi caldi e attuali come immigrazione, patria, coronavirus, tasse e famiglia, cresce il consenso intorno alla figura di Salvini.

Matteo Salvini e «La Bestia»: come catturare 4 milioni di fan sui social | Milena Gabanelli - Corriere.it

Occorre sottolineare, comunque, che dietro la notorietà di un post si possono celare anche migliaia di account, generati grazie a specifici software, che sono in grado di cambiare la percezione di una notizia.

Questa percezione è alimentata ulteriormente dal fatto che ciascun lettore riscontra particolare soddisfazione, quando trova conferma ai suoi pregiudizi nei commenti degli altri.

Ma “lo staff della comunicazione” di Salvini, pagato con i soldi dei contribuenti, è perennemente attaccato da Smask.online, un progetto realizzato da volontari senza fondi e supporti di natura politica che cercano di smontare la Bestia giorno dopo giorno, dimostrando che dietro Salvini si nasconde un lessico studiato per ottenere successo.

Fonte: corriere.it

I volontari prendono un post, smentiscono le falsità affermate e argomentano le dichiarazioni fornendo fonti e dati precisi.

L’obiettivo è

parlare a coloro che sottovalutano questa comunicazione e non la prendono sul serio e anche a quelle persone utilizzate da questa comunicazione.

Come si legge sul sito ufficiale dell’iniziativa:

“Un’onda nera si è riversata sulla rete. La pagina Facebook del cosiddetto Capitano “piace” a oltre 4 milioni persone. Lo staff che la gestisce vi riversa a getto continuo post, ciascuno dei quali riceve decine di migliaia di commenti.

In rete circolano sentimenti razzisti, sessisti, nazionalisti,  antieuropei, fantasie su poteri occulti, violenza verbale e incitamenti all’odio. Team di professionisti della comunicazione sono al lavoro per eccitare gli animi e canalizzare politicamente questi sentimenti verso l’estrema destra, come è già successo negli USA ed altrove.

L’onda nera in rete ha cause e dinamiche profonde, non curabili solo con pillole pedagogiche. Ma si può evitare che la piazza digitale sia in mano di fatto all’estrema destra.

Il sistema che controlla le reti social del cosiddetto Capitano analizza quali sono i post su Facebook, i tweet, e gli altri messaggi che ottengono i migliori risultati, che tipo di persone hanno interagito, le parole chiave che hanno creato sentimenti di odio verso gli avversari e di consenso alla propaganda. In questo modo i professionisti che gestiscono il copione e la recitazione possono modificare continuamente la strategia, con alcune parole chiave martellate centinaia di volte.”

Grazie a questo piccolo e indipendente contributo, la Bestia può essere smascherata e contrastata.



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