La cultura della palestra è vintage




Gli uomini si sono sempre allenati. In passato i romani svolgevano esercitazioni di preparazione fisica alla guerra (lotta, pugilato, lancio del giavellotto, simulazione di battaglie) in luoghi dedicati.

La cultura del corpo e del suo allenamento ha ampliato il suo raggio di azione nella cultura greca, che prevedeva anche la preparazione per gare sportive (le antiche olimpiadi).

Questa cultura verrà meno esibita durante il medioevo e ritroverà il suo splendore alla fine del XIX secolo (1896) con la nascita delle olimpiadi moderne.

Oggi le palestre sono sale ricreative, dove le persone vanno “anche per allenarsi”. Ma non è sempre stato così.

Il dottor Gustav Zander è il medico a cui è stata accreditata l’invenzione della prima macchina ginnica nel 1865.

Di primo acchito potrebbero sembrare quasi strumenti di tortura, invece sono i “progenitori” degli attrezzi utilizzati nelle palestre moderne.
Early Gym Photos

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Queste immagini, tratte dal libro di Zander Medico-mechanische Gymnastik, pubblicato nel 1892, mostrano alcuni frequentatori di questi prototipi di palestra, dove il cambio d’abito non era ancora contemplato: le donne in corsetto e gonnelloni ingombranti e gli uomini in giacca e cravatta con gli orologi da taschino, insomma una “mise” prettamente vittoriana e ben lontana da quella dei nostri giorni.

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Alla fine del XIX secolo era stato predisposto anche un catalogo chiamato Göranssons mekaniska verkstad contenente le immagini degli attrezzi. Veniva distribuito in tutto il mondo ai clienti interessati all’acquisto.

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Come si può evincere dalle immagini, i volti di questi “atleti” sono completamente distesi: non viene prodotto alcuno sforzo durante lo svolgimento dell’esercizio. Questo perché la nuova tecnologia di Zander è stata commercializzata come un’attività passiva: i dispositivi erano azionati dalla forza motrice prodotta dal vapore, dalla benzina o dall’elettricità. Gli utenti venivano incoraggiati semplicememte a collegare i loro corpi alle macchine che pensavano a fare tutto il lavoro.

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Zander, che era un medico ortopedico svedese di Stoccolma, aveva una passione per l’insegnamento dello sport e per lo studio della meccanica del corpo. Fu uno dei precursori della meccanoterapia: studiò i movimenti del corpo, inventò una serie di esercizi per i suoi pazienti e costruì dei macchinari perché potessero svolgerli al meglio.

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Si trattava di trabiccoli fatti di legno, cinghie e pesi e contrappesi ma il semplice movimento regolare e calibrato, applicato in ambito terapeutico, permetteva di compiere movimenti corretti per il rinforzo muscolare anche in assenza del medico.

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La sua trovata riscosse un grande successo (e lo si può misurare ancora oggi, guardando alla diffusione di macchinari e palestre). Nel 1911 erano state aperte oltre 300 palestre del dottor Zander – una era addirittura sul Titanic.

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Le fotografie sono state scattate nel 1892 e sono esposte al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Stoccolma.

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