L’idrocuzione: perché è pericoloso entrare in acqua dopo aver mangiato

Quante volte da piccolo, dopo aver pranzato in spiaggia, i tuoi genitori ti hanno ammonito: “Non entrare in acqua perché hai appena finito di mangiare. Devono passare 3 ore!” Allora magari preferivi digiunare fino all’ora di merenda piuttosto che essere obbligato a rimanere seduto sotto l’ombrellone.
Oppure ti dicevano: “Non tuffarti subito, bagnati i polsi e la nuca!”
I tuoi genitori stavano solo proteggendoti da una possibile idrocuzione.
 
L’idrocuzione non è altro che l’immersione rapida in acqua fredda e la conseguente reazione del corpo umano troppo accaldato o con un processo digestivo in corso.
 
Quando la temperatura del corpo sale, il nostro centro di termoregolazione risponde con la dilatazione dei vasi sanguigni e la sudorazione, per dissipare il calore e mantenere efficiente il funzionamento del corpo che, come una macchina, se surriscaldato non riesce a lavorare bene. Questo richiede un elevato impegno da parte del cuore, che è costretto a lavorare di più e, cioè, a battere più velocemente.
Lo stesso si verifica per il processo digestivo: quando mangiamo, il sangue viene pompato verso l’intestino per prelevare i nutrienti da distribuire ai tessuti e agli organi del corpo per il loro buon funzionamento. E nel caso dell’attività fisica “a pancia piena”: se il cuore e il sangue sono impegnati su un fronte, non potranno andare in aiuto contemporaneamente ad altre parti del corpo che mettiamo sotto sforzo.
 
Con queste situazioni di base, un’immersione in acqua fredda potrebbe causare un’improvvisa vasocostrizione: la temperatura del corpo si abbassa troppo velocemente e i vasi sanguigni si restringono, causando un arresto di circolazione e di ossigenazione al cervello, una conseguente perdita di coscienza e, nella peggiore delle ipotesi, l’annegamento.
 
Prima di entrare in acqua sarebbe opportuno bagnarsi il corpo e la testa, in modo da rallentare i battiti cardiaci, e/o attendere di aver digerito completamente.

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