Maia Sandu, la neopresidente che darà una svolta al futuro della Moldavia

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Maia Sandu ha vinto le elezioni presidenziali in Moldavia, battendo al ballottaggio il presidente uscente Igor Dodon.

Al centro del suo programma politico c’è la lotta alla corruzione:

Voglio che smettiamo di associare la Moldova alla povertà, alla corruzione e all’emigrazione.

I moldavi vogliono uno Stato che non li derubi e non protegga i ladri.

La Moldavia è di fatti uno dei Paesi più poveri d’Europa.

Lo scandalo più importante, scoperto alla fine del 2014, riguarda la scomparsa dalle banche pubbliche di un miliardo e trecento milioni di dollari. In altre parole, si tratta di circa il quindici per cento di tutta la ricchezza del Paese e il quaranta per cento del bilancio dello Stato.

Il degrado economico e sociale che si respira in tutto il Paese spinge molti cittadini a emigrare.

Nel corso degli ultimi anni, la Moldavia è stata al centro di vari scandali a causa di Vladimir Plahotniuc, un politico molto influente che in diversi periodi ha controllato la maggioranza parlamentare e il governo moldavo.

Vladimir Plahotniuc - Wikipedia

L’oligarca è considerato l’uomo più ricco di tutta la nazione e la sua persona, accusata estesamente di corruzione, gode di un bassissimo consenso popolare.

L’Interpol lo ha accusato di essere ammanicato con la Mafia russa, mentre la polizia italiana lo ha indagato per riciclaggio di denaro. È stato accusato di omicidio di un banchiere, di traffico di donne per la prostituzione, di possesso di molteplici passaporti con nomi diversi e della frode alla Banca Centrale.

Attraverso la società Prime Management SRL, ha interessi in diversi settori fondamentali dell’economia del paese: dal petrolio alle banche alle catene di hotel, e soprattutto nel mercato dei media e della pubblicità. Di Plahotniuc – il suo soprannome, “Plaha”, in russo indica il ceppo sul quale vengono decapitati i condannati a morte – non si conosce esattamente l’origine della ricchezza e nemmeno la vera nazionalità.

Tutto questo sarà solo un ricordo, perché la neopresidente ha promesso un avvicinamento all’Ue che le permetta di ottenere fondi e sostegno per grandi riforme strutturali.

Per la Sandu il futuro è rappresentato dall’Unione Europea, dalla trasparenza e dalla sostituzione della classe politica formatasi durante l’epoca comunista, mentre il passato è impersonato da Dodon, da una dirigenza euroscettica, corrotta e asservita alla Russia.



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