Non riesci più a gestire le tue relazioni? Ascolta il nuovo podcast di Michelle Obama

Dal 29 luglio potremo seguire Michelle Obama attraverso un podcast gratuito su Spotify. È stata l’ex first lady in persona ad annunciare il debutto nel trailer pubblicato sulla piattaforma svedese. Il podcast è stato realizzato dalla casa di produzione Higher Ground Production, fondata insieme al marito Barack Obama, e si intitola The Michelle Obama podcast.
 
Ma che cos’è un “podcast”, tanto per cominciare? Il termine “podcast” è una combinazione di due parole inglesi: “cast”, che significa “trasmissione”, e “pod”, il dispositivo che con Steve Jobs ha avuto inizialmente il monopolio assoluto sulla distribuzione dell’audio digitale, l’iPod di Apple. Spotify, che nasce come piattaforma di streaming musicale, ha iniziato ad abbracciare questo settore, cercando di togliere il primato al suo concorrente.
 
Un podcast è un file audio pre-registrato e pubblicato su Internet, che l’utente può ascoltare e riascoltare in streaming in qualunque momento, può scaricarlo e conservarlo sul proprio computer o su qualsiasi dispositivo in formato mp3. Viene pubblicato a intervalli regolari e, per essere informati sulla pubblicazione di un nuovo podcast, è sufficiente iscriversi al feed RSS, un po’ come si fa quando ci si iscrive ad un canale youtube di nostro interesse.
 
Viviamo in una società in cui la fretta scandisce i nostri ritmi quotidiani e a un certo punto diventa molto difficile riuscire a leggere un libro o anche solo a guardare un video di informazioni. Cambiano le nostre abitudini, ma avvertiamo comunque la necessità di acculturarci in qualche modo, e il mondo dell’intrattenimento audio non fa che rispondere a questo tipo di nuove esigenze. Da una parte si legge sempre meno e dall’altra si assiste a una crescita costante del mercato dei podcast. Basta premere il tasto play e lo si può ascoltare andando a lavoro o mentre si è in giro a fare commissioni.
 
Nei podcast vengono affrontati svariati temi, molto spesso con parole e contenuti espliciti che altrove non è possibile affrontare, come povertà, sessualità, discriminazione di razza o di genere. Si tratta, dunque, di un servizio di nicchia, per cui l’utente sceglie il tema che più preferisce.

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