13enne bestemmia durante una lite tra amichetti: 10 anni di carcere



Accade tutto all’improvviso, come uno schiocco di dita, in un pomeriggio subsahariano.

Omar Farouq ha 13 anni e sta litigando con un suo amico (come può capitare a tutti i ragazzini a quell’età, del resto) e nel duro scambio di parole gli scappa una bestemmia contro Allah.

Ora Farouk si trova in un mare di guai perché gli adulti lo puniranno, basta solo che qualcuno senta quello che ha detto, quindi l’amico inizia a spifferare la “marachella” a tutti i passanti.

Ma succede di peggio di una semplice punizione o di una paternale.

Un’innocente conversazione tra amici si trasforma in un destino crudele da cui Farouq non può sottrarsi: la Corte Suprema della Sharia di Kano, uno stato prettamente islamico nel nord della Nigeria, stabilisce una condanna a dieci anni di carcere e di lavori forzati.

Sembra impossibile, ma una bestemmia gli ha strappato via tutto il suo futuro, i sogni nel cassetto, i progetti… il sorriso.

Come può un sistema essere così crudele da condannare un bambino per “una parola”, quando di fatto potrebbe occuparsi dei tanti politici corrotti che rubano fondi pubblici e che, invece, rimangono impuniti?

Tra l’altro, non ci sono prove effettive in merito alla bestemmia, è un caso di

la tua parola contro la mia.

Ma questo non è bastato per poter scagionare Farouq, a cui è stato negato perfino il diritto a un avvocato.

Sua madre è stata costretta a fuggire in una città vicina perché la folla inferocita si è scagliata contro casa sua, sperando di punire anche lei per le parole profane del figlio.

L’UNICEF e gli avvocati nigeriani hanno denunciato la sentenza del tribunale, definendola così:

È incostituzionale ai sensi del diritto nigeriano, infrange una serie di convenzioni internazionali sui diritti dei bambini, e per giunta la bestemmia non è contemplata come reato dalla legge nigeriana.

È incoerente con la costituzione della Nigeria, un paese laico in cui dovremmo avere la libertà di esprimerci.

Tuttavia, sembra che ci sia una luce alla fine del tunnel: il direttore del Museo statale di Auschwitz in Polonia, Piotr Cywinski, si è pubblicamente offerto di scontare parte di quella sentenza, in nome della memoria delle vittime più giovani dell’Olocausto. (Link Twitter)

Intervista al direttore del museo di Auschwitz | Osservatorio Antisemitismo

Lo storico ha detto di aver ricevuto decine di e-mail durante il fine settimana da persone di tutto il mondo che vogliono unirsi alla proposta: lui e altri 119 volontari vogliono scontare ciascuno un mese della pena detentiva del ragazzo.

 

Non posso rimanere indifferente a questa vergognosa sentenza per l’umanità, il ragazzo non deve essere sottoposto alla perdita della totalità della sua giovinezza, essere privato delle opportunità e stigmatizzato fisicamente, emotivamente ed educativamente per il resto della sua vita. I bambini sono stati imprigionati e uccisi sotto il regno di Adolf Hitler, non voglio vedere un altro bambino derubato del suo futuro

ha scritto Piotr Cywinski in una lettera al presidente nigeriano, supplicandolo di perdonare Omar.

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Da febbraio Farouq si trova in una prigione nota per il suo sovraffollamento.

Questo è particolarmente preoccupante perché il rischio di contrarre il coronavirus è molto alto.

Su change.org è stata istituita una pagina su cui firmare una petizione per promuovere la sua scarcerazione.