Tunde Onakoya e una scacchiera…

(Questa lettera è un riadattamento editoriale sulla base di un’intervista a Tunde Onakoya).

 

Cara scacchiera,

Oggi ti scrivo da vincitore, come colui che ha trovato in te il suo rifugio, la forza e la chiave per aprire porte prima inimmaginabili.

La mia infanzia, trascorsa nelle baraccopoli di Ikorodu, era un labirinto di sfide, con la povertà che si imponeva come un ostacolo invalicabile.

Mia madre, una commerciante ambulante al mercato di Eko; mio padre, un venditore di pezzi di ricambio, vedeva il suo mezzo di sostentamento svanire, lasciandoci in una lotta quotidiana.

La scuola sembrava un sogno irraggiungibile, ma poi sei entrata tu nella mia vita, con i tuoi pezzi scolpiti e le tue regole intricate.

Il nostro incontro è stato casuale, quasi come se il destino avesse deciso di offrirmi una via di fuga attraverso te. Ho imparato a conoscere le tue mosse osservando le partite nel negozio di un barbiere locale.

Era il mio rifugio, il luogo in cui ho visto le possibilità che tu offrivi. Ho implorato che qualcuno mi insegnasse, ma la risposta iniziale fu il rifiuto. Non ero disposto a rinunciare, e così ho imparato, osservando e assorbendo le tue tattiche.

Le tue lezioni mi hanno portato al di là delle baraccopoli, oltre le strade polverose di Ikorodu. Mio padre, nonostante i momenti di sconforto, ha pianto quando ho vinto il mio primo trofeo. Non era solo una vittoria negli scacchi; era una vittoria sulla vita, sulle avversità che sembravano insormontabili.

La mia strada con te non è stata priva di ostacoli. Dopo la scuola superiore, le porte dell’università sembravano serrate. Mancava poco per l’ammissione alla facoltà di medicina, ma l’inaspettato aumento delle tasse universitarie ha gettato un’ombra sulle mie ambizioni. In questi momenti bui, hai continuato a essere la mia fede, la mia costante.

Grazie a te, ho trovato la forza di affrontare le difficoltà. Ho imparato a riparare telefoni per sopravvivere, ma la mia passione per te non è mai svanita. Quando tutto sembrava perduto, ho trovato un rifugio nel Yaba College of Technology, dove ho ripreso a giocare e a vincere.

La mia passione ossessiva per te mi ha reso il giocatore che sono diventato. Ho viaggiato, ho partecipato a tornei e ho conosciuto il mondo attraverso le tue partite. Nonostante le difficoltà finanziarie, ho giocato con determinazione e ho vinto abbastanza da comprare il mio primo telefono.

Ma la vita è una serie di partite, e la mia ha visto alti e bassi. Dopo il college, quando le competizioni si sono diradate, sono tornato a Ikorodu. La disperazione ha iniziato a farsi strada, e ho affrontato il dilemma di dover rinunciare a te. Non potevo permettermi di viaggiare per competere a livello mondiale, e così ti ho abbandonato per un po’.

Ho insegnato, ho suonato strumenti, ho camminato senza meta con amici disoccupati. La vita era difficile, ma non ho ti ho mai dimenticata, mia compagna di vittorie. La mia decisione di diventare un allenatore di scacchi ha portato nuove sfide e sacrifici finanziari, ma ho resistito.

La svolta è arrivata quando, in un luogo chiamato Lungu, una baraccopoli in Majidun, ho trovato uno scopo ancora più grande. Lì, tra uomini di strada e bambini che correvano in giro, in un ambiente poco consono, ho deciso di insegnare scacchi a quei bambini. Era il mio modo di restituirti il favore, di usare le lezioni che mi avevi insegnato per aprire orizzonti e cambiare vite.

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Il percorso non è stato facile. Ho lottato per finanziare il progetto Chess in Slums, ma ho condiviso la mia storia su Twitter e il sostegno è arrivato da tutto il mondo. Abbiamo raggiunto comunità come Majidun e Makoko, e il nostro impatto è cresciuto. Ho visto bambini imparare a pensare, a sognare, a vincere nella vita grazie a te.

Oggi, il progetto sta crescendo, sostenuto da organizzazioni internazionali di scacchi. Abbiamo garantito borse di studio a vita per trenta bambini, e le nostre storie sono state raccontate da CNN, BBC, Al Jazeera e altri media internazionali.

Ti ho resa fiera di me sfidando dieci giocatori contemporaneamente e vincendo tutte le partite, in Germania. Dieci vittorie che mi hanno permesso di raccogliere abbastanza fondi per sostenere l’educazione di cento bambini nella nostra accademia.

La tua influenza non si limita alle scacchiere, ma si estende fino a trasformare vite. Ricordo con gioia il giorno in cui il governatore di Lagos ha giocato a scacchi con Ferdinand, un bambino prodigio nato con paralisi cerebrale. Questa partita ha segnato l’inizio di una nuova vita per Ferdinand, il cui futuro è ora sponsorizzato dal governatore.

LEADERSHIP NEWS on X: "PHOTO NEWS: To celebrate 2023 Children's Day, Vice President Yemi Osinbajo, SAN, hosts the Chess in The Slum Africa Group led by Tunde Onakoya to play Chess in

Ora, le mie giornate sono piene di sorrisi e responsabilità. Ho adottato tre ragazzi orfani, e la mia casa è piena di gioia. Sono diventato padre a 26 anni, un ruolo che ha aggiunto una nuova sfaccettatura alla mia vita.

Il futuro è ancora una strada tutta da esplorare, con nuovi traguardi e sfide da affrontare. Sto cercando di espandere il progetto, di portare gli insegnamenti degli scacchi a più bambini nelle comunità bisognose. La mia vita, ora, è un susseguirsi di partite vinte grazie a te.

Grazie per essere stata mia alleata in questa avventura chiamata vita. Sei stata il mio campo di battaglia, e insieme abbiamo dimostrato che anche nelle posizioni più difficili, una mossa vincente può cambiare tutto.

Tunde Onakoya

Campione nel gioco e nella vita