“Vendesi villetta Annamaria Franzoni”: il giudice deciderà entro il 30 ottobre



30 gennaio 2002, VALLE D’AOSTA. Annamaria Franzoni trova il suo piccolo Samuele Lorenzi, 3 anni, che vomita sangue nel letto.

I soccorsi intervengono e vedono della materia cerebrale che fuoriesce da una profonda apertura della testa.

Volandocontrovento - il blog di Massimo Prati -: Annamaria Franzoni. Un anno e quattro mesi di carcere perché sapeva che il suo vicino era innocente ed ha depistato in malafede... ma sarà vero?

Non si tratta, dunque, di morte per cause naturali, ma di omicidio: il bambino è stato colpito con un oggetto contundente e sua madre è l’indiziata numero uno.

Dopo numerosi sopralluoghi della scena del delitto, lunghe indagini e varie apparizioni televisive, la Franzoni è stata individuata come l’unica responsabile dell’infanticidio.

Nel 2004 la donna viene condannata a 30 anni di reclusione, evitando l’ergastolo grazie al rito abbreviato.

Tra numerosi permessi premio per stare con la famiglia, un figlio voluto e avuto l’anno dopo il delitto, sconti di pena per buona condotta e qualche anno di arresti domiciliari, dal 2018 la Franzoni è di nuovo libera a soli 10 anni dalla condanna definitiva.

Annamaria Franzoni e il delitto di Cogne: la fotostoria - Corriere.it

Nel 2014 il suo ex avvocato, Carlo Taormina, rivela di non aver mai percepito dalla Franzoni il compenso dovuto per l’assistenza legale prestata.

Nel 2017 il giudice condanna la donna a un risarcimento di 450.000 euro.

L’avvocato si rivale sulla casa di Montroz, frazione di Cogne dove è stato ucciso Samuele.

La Franzoni, che attualmente vive con la famiglia in una villetta sull’Appennino bolognese, tenta di opporsi ma il giudice decide che la villetta sarà pignorata.

Occorrerà attendere il 30 ottobre per le valutazioni finali, prima di rimettere l’immobile sulla piazza.